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Il Tema
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“SEGNI” DELL’AUTOMOBILE Un’altra trasformazione epocale è stata, in tempi più recenti, quella indotta dall’automobile, trasformazione sia del territorio che della vita quotidiana e della psicologia stessa degli individui. Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti, ma proprio per la sua “ovvietà” ce ne potrebbe sfuggire la portata.Sono evidenti i segni che la presenza degli autoveicoli ha impresso sul territorio. Oggi ci sono autostrade, tangenziali, rotatorie che tagliano, attraversano: sono ben visibili, con la loro struttura artificiale, sia all’interno (percorrendole con l’automobile) che dall’esterno (soprattutto nella dimensione “verticale” dei viadotti). E non dimentichiamo i segnali stradali, che sono presenze istituzionali e codificate: si tratta di “accorgersi” che ci sono. Poi ci sono pompe di benzina, officine, attrezzature per lavaggio auto. I garage dovrebbero scomparire sottoterra: allora svolgerebbero al meglio la funzione di “inghiottire” le automobili per liberare i centri urbani. Invece la maggior parte delle automobili rimane in superficie, occupando una porzione consistente dello spazio pubblico, in una problematica contiguità con le persone e gli edifici. Che l’automobile abbia cambiato, con le città e il territorio, anche le persone è un altro fatto macroscopico. Sappiamo dell’autonomia, della sicurezza-autostima che cerchiamo nella quattroruote, intuiamo le molteplici, sottili valenze psicologiche legate all’uso di questo straordinario strumento-feticcio che nasconde il cuore pulsante del motore all’interno di una seducente carrozzeria. E questo è un altro capitolo, ricchissimo e in parte ancora da esplorare. PAGINE D’ARCHIVIO E ARCHEOLOGIA DEI TRASPORTISolo da pochi anni si presta attenzione alle infrastrutture di trasporto, per esempio alle stazioni ferroviarie e marittime, ma anche ai vari fabbricati minori come depositi locomotive, magazzini merci e via dicendo.
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