Il Tema

 

 

 

 

 

 

 

 

Ben presto i sovrani degli altri piccoli stati si erano convertiti alla ferrovia, ma lo fecero sulla spinta dei propri interessi particolari, costruendo piccole linee interne, senza alcuna relazione con gli stati limitrofi. L’unico stato che, in quella prima fase preunitaria, venne subito dotato di una linea ferroviaria di vaste proporzioni fu il Regno Lombardo-Veneto: la linea Milano-Venezia, costruita dal 1841 al 1857 col ponte sulla laguna, rispondeva anch’essa, comunque, alle esigenze di collegamenti interni del grande impero d’Austria.

Alla realizzazione di un programma organico di costruzioni ferroviarie si giunse, in Italia, solo con l’unificazione politica di gran parte della penisola: già negli anni dal 1861 al 1865 venne condotta a termine l’importante linea Bologna-Ancona-Foggia, poi la Roma-Napoli via Cassino, la Roma-Orte-Ancona, la Bologna-Firenze lungo la via di Porretta e così via. Alla costruzione si provvide col sistema delle concessioni: si partì da una ventina di società private, che rapidamente vennero concentrate, e nel 1885 si ebbero due sole società concessionarie.

 

TRASFORMAZIONI INDOTTE DAI TRASPORTI,

NELLA VITA QUOTIDIANA E NEL TERRITORIO

 

L’evoluzione dei mezzi di trasporto ha cambiato la vita della collettività e profondamente trasformato l’assetto del territorio. Vediamo qualche esempio

 

PASSAGGIO DALLA NAVIGAZIONE FLUVIALE ALLA FERROVIA

Prima dell’invenzione del treno, i trasporti per la via di terra erano molto difficili e costosi si viaggiava a trazione animale, i veicoli erano primitivi, le strade erano malandate, irregolari, scoscese nei tratti di montagna, minacciate dalle forze della natura (le frane, per esempio) e da quelle dei malviventi (che si appostavano per derubare i viandanti).

 

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