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Il Tema
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Idem per l’evoluzione delle carrozze, dai lontani velluti imbottiti delle prime classi (che diventavano dure panche di legno nelle terze) agli arredi molto razionali degli attuali interni dotati di aria condizionata e impianti di diffusione sonora. Potremmo anche tracciare una storia dei motori e, per esempio, degli impianti frenanti, delle forme e dei materiali, delle scelte politiche e delle produzioni industriali, in Italia e nei vari altri paesi. La seconda è la storia delle infrastrutture. Nel caso della ferrovia, fin dal 1825 (anno in cui circolò, in Inghilterra, il primo treno) si pose il problema di costruire binari e stazioni, lunghe linee di collegamento fra le città grandi e piccole varcando i confini degli stati, scali per le merci, officine e depositi, magazzini e, più tardi, linee elettriche con apparati per la trasformazione e trasmissione dell’energia. Il tutto, naturalmente, aggiornando via via le modalità (seguendo la tecnica) e le dimensioni (per tener conto dei traffici). Storie analoghe si potrebbero (e dovrebbero) scrivere per gli autoveicoli e le strade, per gli aeroplani e gli aeroporti. Senza dimenticare le navi. La nave, primo veicolo inventato dall’uomo, prima è stata letteralmente sopraffatta dalla “concorrenza” (un aereo è molto più veloce), poi si è specializzata: così per i viaggiatori abbiamo oggi navi da crociera e navi traghetto, per le merci l’esempio più evidente di specializzazione è quello delle navi porta-container. Il tutto ha modificato i porti. E via dicendo, per una ricostruzione che, in gran parte, è ancora da scrivere.
Fin qui la storia dei trasporti. Poi ci sono le vicende dei trasporti nella storia: la grande storia, quella politica ed economica delle nazioni. Per fare un esempio, lo sviluppo della rete ferroviaria italiana è legata all’unificazione politica della penisola. Nel 1839 era stata inaugurata la linea di 7 chilometri da Napoli a Granatello di Portici, nel Regno delle due Sicilie.
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