La Rivista

 

 

 

 

 

EDITORIALE

 

La strada come mezzo di comunicazione

 

 

 

 

 

Il tema affrontato in questo numero della rivista è quello della strada intesa non tanto, o non solo, nella fisicità e funzionalità dell’infrastruttura, ma anche nella sua relazione con la persona che, percorrendola, la vive. Relazione in termini di leggibilità e di messaggio, di ripensamento dell’uso e di attenzione al paesaggio. La sequenza dei saggi proposti viene spiegata in modo esauriente dai due curatori, che avevano già realizzato un altro numero, il 19, dedicato alla strada esplorata, invece, nei limiti e nelle potenzialità dei suoi bordi.

Se consideriamo l’insieme dei fascicoli monografici finora pubblicati, si delinea una linea di ricerca multidisciplinare dedicata proprio all’elemento-strada, che era partita dal n. 5 della rivista,  “Strade e città” (l’attenzione era rivolta al progetto infrastrutturale nel paesaggio urbano contemporaneo), proseguendo nel successivo n. 6 “La strada come architettura”, dove si apriva un’interpretazione che appariva, allora, sconosciuta ai più. “Dare continuità alle vie terrestri”, titolo del n. 12, alludeva alla strada come collegamento vitale al quale si intendeva offrire il contributo di un’opera grandiosa nelle dimensioni, nei costi e, forse, nelle incognite, quale il ponte sullo Stretto di Messina. Significativo, nei nuovi orizzonti della progettazione informatica affrontata nel n. 16, il saggio sulle più aggiornate metodologie di calcolo e di rappresentazione di un’arteria stradale. Nei due numeri successivi della rivista l’asfalto era prospettato prima come dannosa abitudine sradicabile grazie all’alternativa delle autostrade del mare (n. 17) , poi come impresa tecnica resa difficile dalla complessità dell’area alpina (n. 18).

Eppure ancor oggi un’arteria stradale viene troppo spesso intesa solo come supporto al transito veloce, e non solo dagli utenti (spesso ignari di una lettura più evoluta), ma soprattutto dagli enti che sono chiamati a realizzare nuove arterie oppure a ristrutturare quelle già esistenti. Quel che conta è ottenere nuovi chilometri di corsie percorribili, a qualsiasi costo, per colmare ritardi talvolta evidenti e imperdonabili.

Non resta che augurarsi (non ci stancheremo mai di ripeterlo) una crescita culturale del cittadino medio, ma i titoli che leggiamo sempre più spesso sui giornali, così come la nostra esperienza diretta di cittadini automobilisti,  non ci danno grandi speranze in tempi brevi.

Per aprire nuovi orizzonti ecco un’anticipazione sull’autostrada verde. Nel 21° secolo il sistema energetico a combustibile si prospetta economicamente, socialmente ed ecologicamente fallimentare: ed ecco le ricerche su nuove tecnologie a impatto zero, che in questo caso portano alla ribalta il possibile uso dell’idrogeno.  Un secondo orizzonte spalancato a interventi innovativi è quello di Parigi, dove dieci studi di progettazione hanno presentato le loro proposte per rendere la città ancora più grande, moderna e vivibile, per esempio collegando Parigi al mare passando per Rouen-Le Havre, lungo il tracciato della Senna. Solo idee sulla carta? Basta una visita alle realizzazioni anche recenti della capitale francese per capire che i parigini, oltre a pensare in grande, sono capaci di passare all’azione. Con una invidiabile carica di entusiasmo.

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