La Rivista

 

EDITORIALE

 

L’insistenza dello sguardo

  

Parlando di trasporti, un problema che ci sta molto a cuore è quello della forma delle infrastrutture. Abbiamo aperto il primo numero della rivista esplorando il pianeta Malpensa: una scelta fuori dal coro, perché lo scalo hub milanese viene bersagliato, di solito, sulla stampa per gli aspetti funzionali mentre noi (senza intenti polemici, ma con approccio puramente scientifico) abbiamo preso in esame la forma dell'aerostazione, vista dall'esterno e vista dall'interno. Chiedendoci, per esempio, quanto un viaggiatore sia condizionato dalla luminosità degli ambienti e dalla lunghezza dei corridoi.

Ora che il nostro occhio è allenato, ed è in grado di "accorgersi" dei luoghi che attraversiamo, anche quando non sono piazze medioevali ma ambienti "tecnologici", prendiamo in considerazione quell'ambito del nostro ordinario quotidiano che si chiama autostrada. Mentre conduciamo la nostra automobile lungo il nastro d'asfalto e percorriamo viadotti, e imbocchiamo gallerie, ci chiediamo se quel nostro senso di noia, quell'incertezza che ci rende inquieti, possano essere determinati dalla monotonia del percorso? Magari siamo amanti dell'arte, probabilmente sappiamo apprezzare un brano di musica classica, ma siamo capaci di indignarci per la banalità di una colata di cemento che resterà immutabile, nel paesaggio e davanti al nostro sguardo, nei decenni prossimi venturi?

Apriamo questo secondo numero della rivista proprio con l'indignazione: quella espressa da Bruno Zevi quarant'anni fa. Purtroppo le sue preoccupazioni sono più che mai attuali, dato che avanza un colossale programma di nuove infrastrutture di trasporto e non conosciamo la qualità degli interventi che verranno a ridisegnare il nostro territorio.

Ma, quelle preoccupazioni, da quanti sono condivise?

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